Transizione sostenibile ed equa del cioccolato: quali sfide, soluzioni e ostacoli?

Mercoledì 25 settembre 2024, il Servizio Agenda 21 – Città sostenibile della Città di Ginevra e l’associazione Swiss Fair Trade hanno organizzato un incontro professionale dedicato al cacao e al cioccolato sostenibili, che si è tenuto al MEG (Museo di Etnografia di Ginevra).
Circa quaranta professionisti/e del settore – tra cui artigiani/e cioccolatieri/e, commercianti/e, trasformatrici/e, ONG, esperti/e e rappresentanti di enti del commercio equo – si sono riuniti/e per discutere delle pratiche attuali, condividere esperienze e riflettere insieme su soluzioni concrete per una filiera del cacao più equa e sostenibile.

Nel quadro della sua partecipazione alla campagna Fair Trade Town, la Città di Ginevra ha adottato diverse misure per promuovere il commercio equo sul proprio territorio. Tra i suoi impegni per il 2024, ha scelto di mettere in evidenza il cacao e il cioccolato, simboli importanti ma anche carichi di contraddizioni. Infatti, sebbene la Svizzera sia rinomata per il suo cioccolato, il cacao – ingrediente principale – non cresce alle nostre latitudini. E mentre la domanda globale aumenta, anche le sfide della filiera si fanno più complesse. Alcuni di questi temi sono affrontati nella nuova mostra del MEG, “Memorie, Ginevra nel mondo coloniale”, che ha fatto da contesto perfetto all’incontro organizzato dal Servizio Agenda 21 e Swiss Fair Trade.

La serata si è aperta con il saluto di Alfonso Gomez, consigliere amministrativo della Città di Ginevra, seguito da una visita guidata alla mostra. Successivamente, Yanick Lhommel (Fairtrade Max Havelaar) ha illustrato le principali sfide per una produzione di cioccolato più equa e sostenibile.

Durante la tavola rotonda, moderata con grande competenza da Nicolas Filippov, sono intervenuti/e diversi esperti ed esperte, tra cui Dott.ssa Inès Burrus (Equal Profit), Emile Germiquet (Carrack Chocolat) e Nicoletta Lumaldo (Piattaforma Svizzera del Cacao Sostenibile). Dal dibatto sono emersi diversi punti chiave per migliorare la sostenibilità della filiera.

La serata si è conclusa con una performance artistica intensa ed emozionante di Samy Manga, scrittore e attivista ecologista camerunese.

Ecco i principali insegnamenti della tavola rotonda “Come favorire una transizione sostenibile ed equa del cioccolato ginevrino?”:

Tracciabilità e trasparenzafare domande! Perché porre le domande significa guidare il cambiamento. È fondamentale impegnarsi per garantire una catena di approvvigionamento equa per tutti gli ingredienti, non solo per il cacao (zucchero, latte, burro di cacao, ecc.).

Label e modelli di prezzo equi: utilizzare label come Fairtrade, che garantisce condizioni di lavoro dignitose e un prezzo giusto per i/le produttori/trici, o il modello di Equal Profit, che propone una distribuzione proporzionale dei ricavi in base ai costi reali, assicurando così una giusta remunerazione lungo tutta la filiera.

Visibilità dei/delle produttori/trici:di fronte allo/a “cioccolatiere/a star”, il/la “produttore/trice invisibile” è un problema sistemico. È essenziale valorizzare il know-how agricolo e dare un volto e un riconoscimento a chi produce, spesso esclusi/e dalla valorizzazione del proprio lavoro. Una tale valorizzazione non implica necessariamente costi maggiori, ma ha un forte impatto; Treegether è un esempio di riferimento. Altri progetti come Fairafric mostrano che valorizzare il lavoro sul posto è possibile e consente di generare maggiore profitto nei Paesi produttori.

Unione e collaborazione: da una parte, i/le produttori/trici, tramite la forza delle cooperative; dall’altra, i/le cioccolatieri/e, attraverso le loro associazioni o reti come la Piattaforma Svizzera per il Cacao Sostenibile. Queste collaborazioni consentono di affrontare insieme le sfide, condividere risorse e competenze.

Valorizzazione dell’impegnocomunicare in anticipo sul proprio cioccolato significa valorizzare il prodotto e le competenze artigianali. Rendere visibili i metodi sostenibili e artigianali adottati dai/dalle produttori/trici, in particolare di piccole cooperative, spiegando il loro lavoro a chi consuma.

Concentrazione del mercato: le piccole cioccolaterie rappresentano una minima parte del mercato globale. Il loro impatto è limitato rispetto alle grandi aziende e agli Stati che fissano prezzi spesso troppo bassi per i/le produttori/trici (es. Costa d’Avorio, Ghana). Tuttavia, contrapporre “buoni” e “cattivi” non è costruttivo e contribuire anche solo a una piccola parte del mercato non significa essere privi di impatto.



Anche alcune sfide sono state evidenziate, che richiedono una riflessione più ampia sulle azioni da intraprendere per una filiera più equa e sostenibile:

Sensibilizzazione del pubblicole persone consumatrici mostrano ancora scarso interesse per le questioni legate alla sostenibilità e raramente pongono domande sull’origine o sulle condizioni di produzione del proprio cioccolato.

Complessità dei label: l’accesso alle certificazioni come Fairtrade è spesso difficile per i/le produttori/trici marginalizzati/e, ostacolando l’espansione dell’offerta equa. Inoltre, il label Fairtrade non corrisponde sempre all’immagine di marca cercata da piccoli/e cioccolatieri/e, che preferiscono approcci più locali e personalizzati.

Prospettiva occidentale: è importante non imporre standard di equità che non tengano conto delle realtà culturali, sociali ed economiche dei Paesi produttori.

Ruolo di chi consuma e degli Stati: cambiare le abitudini di consumo è complesso. Una possibile soluzione potrebbe venire da politiche pubbliche, come imposte ambientali o incentivi per promuovere consumi più sostenibili.

Di fronte a queste sfide, piccole iniziative locali stanno mostrando la strada, ma un cambiamento globale richiederà una trasformazione su scala macroscopica.

Un grande grazie a tutti/e le/i partecipanti e relatori/trici per il loro impegno e gli scambi preziosi, che hanno reso possibile il successo della serata. Un ringraziamento speciale anche al MEG per l’ospitalità e per la visita guidata coinvolgente alla mostra “Mémoires, Genève dans le monde colonial”. Questo contesto unico ha offerto una prospettiva storica e attuale perfetta per introdurre la riflessione collettiva sul cacao sostenibile.

*Nota sulla traduzione:

La traduzione è stata realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Pur impegnandoci a offrirli nelle tre lingue nazionali, l’uso di strumenti di traduzione automatica può generare occasionali incongruenze. Vi ringraziamo per la vostra comprensione

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