Ridurre le disuguaglianze in un mondo in crisi – la via del commercio equo

27. Novembre 2024

La tavola rotonda « Crisi climatica e aumento delle disuguaglianze: sostenere il Sud? Ripensare il Nord? », tenutasi nell’ambito della Settimana del Clima a Ginevra il 21 novembre 2024, ha esplorato i legami tra disuguaglianze e cambiamento climatico. Mentre i più ricchi hanno beneficiato di una crescita esponenziale della loro ricchezza e contribuiscono in modo sproporzionato alle emissioni di gas serra, le popolazioni più vulnerabili ne subiscono le conseguenze. Il dibattito ha evidenziato il calo dei budget per la cooperazione internazionale e il declino di iniziative come il commercio equo, sottolineando la necessità di ripensare le relazioni Nord-Sud.

La tavola rotonda « Crisi climatica e aumento delle disuguaglianze – sostenere il Sud, ripensare il Nord » si è svolta nell’ambito della Settimana del Clima a Ginevra, in risposta alle conclusioni del rapporto Oxfam 2024 sulle disuguaglianze, che evidenzia come l’1% più ricco emetta tanto CO₂ quanto il 66% più povero, sottolineando l’urgenza di affrontare la crisi climatica attraverso la lente delle disuguaglianze sociali ed economiche.

La tavola rotonda « Crisi climatica e aumento delle disuguaglianze – sostenere il Sud, ripensare il Nord » si è svolta in occasione dell’impegno della Città di Ginevra come Fair Trade Town, grazie al supporto dell’Associazione ginevrina di sostegno ad Action de Carême, dell’Associazione romanda dei Magasins du Monde e di Swiss Fair Trade, in collaborazione con l’Università di Ginevra e la Città di Ginevra.

Punti salienti degli interventi:

  • Alex Maitland (Oxfam UK) ha aperto la discussione presentando le conclusioni del rapporto Multinazionali e disuguaglianze multiple (2024), evidenziando le politiche che acuiscono le disuguaglianze globali. Tra queste, l’enorme indebitamento dei paesi poveri, il potere dei monopoli e l’evasione fiscale, mentre la privatizzazione dei servizi pubblici aumenta l’esclusione sociale. Ha anche proposto soluzioni per invertire queste tendenze: investire nei servizi pubblici per ridurre le disuguaglianze, regolamentare le grandi imprese per frenare la loro dominanza e promuovere un modello imprenditoriale responsabile, basato sulla sostenibilità sociale e ambientale.
  • Isolda Agazzi (Alliance Sudha tracciato un quadro critico del ruolo della Svizzera nei fenomeni di spillover ambientali e sociali all’estero: la Svizzera è ora al 163° posto su 167 per il suo impatto negativo estero secondo lo spillover index, e il suo aiuto pubblico allo sviluppo ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 30 anni, con una proiezione dello 0,36% del PIL nel 2028, ben al di sotto dell’obiettivo internazionale dello 0,7%. Ha sottolineato gli effetti dei tagli ai budget della cooperazione internazionale sulle popolazioni del Sud e ha insistito sulla necessità di riallineare le priorità e adottare politiche pubbliche coerenti.
  • Sophie de Rivaz (Action de Carême) ha ricordato l’importanza del commercio equo, un modello che, sebbene rappresenti solo una piccola parte del commercio mondiale (0,01%), offre soluzioni concrete per ridurre le disuguaglianze economiche globali e promuovere pratiche ecologiche come l’agroecologia. Ha citato esempi di sviluppo autonomo come FairAfric o Green Net, che rafforzano i mercati locali e dimostrano come il commercio equo possa contribuire all’emancipazione economica delle comunità. Sophie ha sottolineato la necessità di rivitalizzare questo movimento e di democratizzare l’accesso ai prodotti equi per raggiungere le fasce più vulnerabili, anche nel Nord.

Gli scambi con il pubblico hanno arricchito il dibattito, sollevando questioni chiave quali la necessità per la Svizzera di ridurre il suo impatto negativo all’estero e di allineare le pratiche alla sua immagine virtuosa, nonché i meccanismi da attivare per rendere i prodotti equi accessibili anche ai piccoli budget, riducendo così le disuguaglianze sia al Nord che al Sud.

Questa tavola rotonda ha messo in luce dati significativi e idee innovative per ridurre le disuguaglianze sociali e climatiche. Anja Imobersteg (Swiss Fair Trade), moderatrice dell’incontro, ha concluso con un appello all’azione citando Simone de Beauvoir: « Non c’è rivoluzione senza rivoluzione delle coscienze », ricordando l’importanza di continuare a esplorare queste sfide, trasformare le idee in azioni concrete, promuovere modelli economici sostenibili e solidali e continuare a sensibilizzare e impegnarsi per un mondo più giusto e sostenibile.

Per approfondire: 

> Rapporto Oxfam Multinazionali e disuguaglianze multiple (Riddell Rebecca, Ahmed Nabil, Maitland Alex, Lawson Max, Taneja Anjela, 2024, Inequality Inc. How corporate power divides our world and the need for a new era of public action, Oxfam International, DOI 10.21201/2024.000007)

> Rapporto Oxfam Le disuguaglianze di carbonio uccidono (Alestig Mira, Dabi Nafkote, Jeukar Abha, Maitland Alex, Lawson Max, Horen Greenford Daniel, Lesk Corey, Khalfan Ashfaq, 2024, Carbon Inequality KillsWhy curbing the excessive emissions of an elite few can create a sustainable planet for all, Oxfam International, DOI 10.21201/2024.000039)

> Resoconto dettagliato della tavola rotonda a cura dell’Associazione Romanda dei Magains du Monde disponibile qui.

*Nota sulla traduzione:

La traduzione è stata realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Pur impegnandoci a offrirli nelle tre lingue nazionali, l’uso di strumenti di traduzione automatica può generare occasionali incongruenze. Vi ringraziamo per la vostra comprensione.