La Conferenza Internazionale Fair Trade Town 2021 si è svolta online: l’evento di tre giorni, organizzato da Swiss Fair Trade, ha riunito oltre 300 partecipanti provenienti da 50 Paesi.
Durante la Conferenza Internazionale organizzata da Swiss Fair Trade, che ha riunito più di 300 partecipanti da 50 Paesi, è emersa una chiara convinzione: il movimento del commercio equo e la campagna Fair Trade Town devono creare sinergie con altri movimenti per la sostenibilità, al fine di promuovere insieme la transizione verso un futuro equo e sicuro.

La Conferenza Internazionale Fair Trade Town 2021, tenutasi in formato digitale, si è aperta con una riflessione importante:
per continuare a progredire nei prossimi vent’anni, la campagna non potrà più basarsi unicamente sui fattori che ne hanno determinato il successo finora, portandola a stabilirsi in 2081 città in oltre 30 Paesi.
Questi risultati costituiscono una base solida, ma non sono sufficienti a raggiungere gli ambiziosi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
Ben 50 relatrici e relatori principali hanno ispirato le/i partecipanti, motivandoli a proseguire il loro impegno per un consumo equo e sostenibile. Nel suo discorso di apertura, Isabelle Durant, direttrice generale della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo, ha riconosciuto il ruolo fondamentale del commercio equo nel migliorare le condizioni di vita delle popolazioni del Sud globale: «Dobbiamo tutti lottare per un commercio più giusto, perché garantisce condizioni di vita dignitose alle piccole/i contadine/i e alle loro famiglie.» Piccoli gesti possono portare a grandi cambiamenti: insieme possiamo accelerare la transizione e contribuire a garantire un futuro sicuro e sostenibile per tutte e tutti.
Durante i numerosi laboratori, è emerso che il movimento Fair Trade Town deve ora puntare più in alto e trasformare la transizione in realtà. Marie-Claire Graf, attivista per il clima, ha sottolineato che è giunto il momento di adottare azioni più radicali: solo raggiungendo una vera neutralità climatica sarà possibile evitare il caos climatico. Per riuscirci, è fondamentale coinvolgere anche le giovani generazioni e ascoltare le loro richieste.
I cinque filoni tematici di lavoro, distribuiti nei tre giorni della conferenza, hanno affrontato le sfide e le opportunità del commercio equo e del movimento Fair Trade Town. Sono emerse diverse possibilità di adattamento della campagna al contesto locale:
- In Libano, le/gli attiviste/i Fair Trade Town hanno offerto supporto concreto durante la crisi economica che ha colpito il Paese, mentre la campagna sta integrando sempre più il commercio Sud-Sud.
- In Svezia, la campagna si è evoluta in Fair Trade Town 2.0, ridefinendo i propri criteri alla luce degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e sfruttando il potenziale degli appalti pubblici, che in molti Paesi possono migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle/dei produttrici/ori.
Anche modelli diretti di commercio equo, che includono l’intera catena del valore e una distribuzione più equa dei margini, offrono nuove opportunità. Innovazioni e nuovi approcci rafforzano le/i produttrici/ori nel loro cammino verso uno sviluppo sostenibile e li avvicinano alle/ai consumatrici/ori, che diventano più propense/i a pagare un prezzo giusto ed equo per prodotti rispettosi dell’ambiente.
La conferenza è stata sostenuta dal fondo di innovazione ISEAL, con il sostegno della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), della Commissione europea, nonché dei nostri partner: Fair Trade Advocacy Office, Fair Trade Wales, World Fair Trade Organization e il Journal of Fair Trade.



